quarta-feira, 12 de novembro de 2014
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Per gli appassionati di auto d’epoca “Trabi”, o “Trabant” come la chiamano i tedeschi, è un pezzo di storia dell’automobilismo delle due Germanie.
Un tempo macchina del popolo nella Germania dell’est, è ora un veicolo cult e non solo a Berlino e dintorni. In tutto il Paese sono nati dei club che organizzano raduni per veri intenditori. Tutto iniziò nel 1954 quando la Repubblica Democratica Tedesca decise di far sviluppare un’auto di piccole dimensioni.
“Per chi viveva nella Germania dell’Est, la Trabant significava in qualche modo libertà di movimento. Una specie di status. E poi questa macchina era facile da produrre. E’ stata un prodotto di largo consumo. La stragrande maggioranza dei tedeschi ha cercato di averne una”, racconta Sören Marotz, responsabile delle collezioni del DDR Museum.
Il primo modello uscì sul mercato nel 1958. Era moderno per gli standard dell’epoca. La carrozzeria era qualcosa di particolare, perché data la carenza di lamiera era prodotta con materiali plastici; era pratica, di piccole dimesioni, ma non certo economica. C‘è chi ha dovuto attendere perfino 18 anni prima di poterla guidare.
Tra il 57 e il 91, furono prodotte complessivamente oltre 3 milioni di Trabant. Dopo la caduta del muro di Berlino, la produzione fu sospesa. Ma Trabi, dipinta persino su uno dei resti del muro, rimane un simbolo. Per gli amanti delle auto che desiderano godersi un’esperienza “storica” di viaggio, ci sono società che offrono tour in Trabi attraverso Berlino. Un altoparlante situato sulla macchina con tanto di guida spiega gli sviluppi storici e contemporanei della città.
Insomma quella che è stata soprannominata l’auto di cartone conquista ancora un posto di tutto rispetto nel settore. Un pezzo di storia dell’automobile e non solo.
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